La libertà religiosa continua a subire gravi restrizioni in diverse aree del mondo e in molti casi la situazione è peggiorata negli ultimi due anni. È quanto emerge dal rapporto “Perseguitati e dimenticati? 2024-2026”, redatto dalla Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs), che fotografa le condizioni dei cristiani in 18 Paesi dove sono in corso gravi violazioni dei diritti umani.
Secondo il documento, presentato il 27 Ottobre 2026, in più della metà dei 18 Paesi monitorati la situazione è peggiorata negli ultimi due anni e nessuno registra miglioramenti significativi. Nel mondo, i cristiani che vivono in contesti di gravi violazioni dei diritti umani sono oltre 413 milioni e circa 220 milioni risultano esposti a persecuzioni, discriminazioni e violenze. Il rapporto evidenzia inoltre come il peggioramento della situazione riguardi non solo le aree tradizionalmente considerate più problematiche, ma anche Paesi che in passato erano ritenuti relativamente stabili sotto il profilo della libertà religiosa. L’Africa, l’Asia, il Medio Oriente e alcune aree dell’America Latina sono tra le regioni più colpite.
L’oppressione nei confronti dei cristiani assume forme diverse a seconda dei contesti. In alcuni Paesi africani e asiatici la violenza è legata al terrorismo jihadista, mentre in altre aree prevalgono la repressione statale e i nazionalismi religiosi. Vengono segnalati arresti arbitrari, leggi discriminatorie, restrizioni alla libertà di culto, confisca di beni ecclesiastici, rapimenti, conversioni forzate, violenze sessuali, torture e omicidi.
In Iran gli arresti di cristiani sono quasi raddoppiati e colpiscono soprattutto i convertiti dall’islam e i membri delle chiese domestiche. In Nicaragua continua il conflitto tra il governo e la Chiesa cattolica, con arresti, espulsioni di religiosi e limitazioni alle attività pastorali. In India, dove nel 2025 sono stati registrati oltre 700 episodi di violenza anticristiana, cresce l’ostilità verso le minoranze religiose anche attraverso leggi anti-conversione e pressioni sociali.
Particolarmente critica è la situazione delle donne cristiane. In Pakistan il rapporto denuncia sequestri di ragazze cristiane, conversioni forzate, matrimoni imposti e gravi violenze, mentre le accuse di blasfemia continuano a colpire le minoranze religiose. Anche in altri Paesi le donne appartenenti a comunità cristiane affrontano discriminazioni specifiche legate al genere, alla fede e all’appartenenza sociale.
L’Africa subsahariana rappresenta oggi uno degli epicentri della persecuzione anticristiana. Sei dei dieci Paesi più colpiti dal terrorismo nel mondo si trovano infatti in Africa. In Burkina Faso e Mali l’avanzata dei gruppi jihadisti ha imposto norme islamiche estremamente rigide e costretto molte comunità cristiane alla fuga. In Mozambico, nella provincia di Cabo Delgado, prosegue un’insurrezione islamista che ha prodotto gravi conseguenze sulla popolazione civile.