Il vescovo ausiliario della Diocesi di Minna, Sylvester Luka Gopep, ha lanciato un forte appello ai cristiani affinché affrontino le ingiustizie nei loro luoghi di lavoro, definendo questo compito parte integrante della loro missione cristiana. Lo riporta il Punch, citando le parole pronunciate dal prelato durante la celebrazione del centenario della Giornata Mondiale delle Missioni, organizzata dalle Pontifical Mission Societies in Nigeria, il 18 ottobre ad Abuja.
Secondo Gopep, i cristiani non devono considerare la missione come qualcosa di confinato a sacerdoti e religiosi, ma come una responsabilità quotidiana da vivere nei propri ambienti professionali. “Se c'è ingiustizia nel tuo luogo di lavoro e tu sei lì e non puoi affrontarla, hai fallito come missionario”, ha dichiarato.
Il vescovo ha sottolineato che ogni fedele è chiamato a trasformare il proprio ambito professionale in un territorio per l'evangelizzazione: insegnanti, medici, avvocati, imprenditori e politici devono riflettere i valori del Vangelo nelle loro attività quotidiane.
Gopep ha inoltre esortato i cattolici a esaminare la propria condotta, affermando che corruzione, ingiustizia e altri comportamenti contrari alla fede non possono essere giustificati. Ha ribadito che la missione è obbligatoria per ogni cattolico, indipendentemente dallo stato di vita: “La chiamata a essere un missionario non è opzionale. È obbligatoria per ogni cattolico, ordinato e non ordinato”.
Nel suo intervento, il vescovo ha citato Geremia 1:5 e Geremia 29:11 per ricordare che ogni persona è stata formata, conosciuta e chiamata da Dio con un preciso proposito.
Il tema del centenario, “Uno in Cristo, Uniti nella Missione”, è stato al centro del suo messaggio. Gopep ha evidenziato la necessità di superare divisioni, ambizioni personali e rivalità all'interno della comunità cristiana, richiamando l'immagine evangelica della vite e dei tralci: “Senza unità, non possiamo produrre molto frutto. Nell'unità, possiamo produrre molto frutto”.
Il prelato ha infine invitato i fedeli a sostenere le attività missionarie della Chiesa attraverso la preghiera e contributi materiali, soprattutto in occasione della Giornata Mondiale delle Missioni. “La generosità non proviene da ciò che hai, ma dal cuore”, ha affermato, esortando sacerdoti e religiosi a servire dove la Chiesa li invia e i laici a sostenere i missionari che operano in territori difficili.