La Chiesa in Burundi è attivamente impegnata nella promozione della pace e della riconciliazione, con un’attenzione particolare ai giovani. Lo ha affermato Mons. Salvator Niciteretse, Vescovo di Bururi e coordinatore del Forum internazionale di Azione cattolica (FIAC) per l’Africa, in un’intervista all’Agenzia Fides a margine del FIAC svoltosi a Roma dal 15 al 18 ottobre 2026.

Secondo il presule, la Chiesa opera in questa direzione dal 2004, dopo i conflitti che hanno segnato il Paese e lasciato ferite profonde nella società. «Una delle nostre priorità come Chiesa è la pace e la riconciliazione», ha spiegato, sottolineando come negli anni siano stati organizzati incontri per formare le coscienze al rispetto della vita, della dignità della persona e del bene comune.

In questo contesto, i giovani rappresentano una risorsa fondamentale. La Chiesa ha promosso marce e manifestazioni per la pace, con un coinvolgimento molto forte delle nuove generazioni, in gran parte aderenti ai gruppi di Azione cattolica. A livello diocesano si tengono forum per i giovani che riuniscono tra 4.000 e 6.000 partecipanti, mentre a livello nazionale sono stati organizzati incontri con migliaia di giovani ospitati presso famiglie.

Parallelamente, la Chiesa mantiene alta l’attenzione sulla pastorale familiare, considerata una priorità. Mons. Niciteretse ha evidenziato come la famiglia sia il primo ambiente formativo e ha ribadito la necessità di rafforzare i nuclei familiari per accompagnare la crescita delle future generazioni.

«Ci chiediamo come rafforzare le famiglie, perché senza nuclei familiari solidi è difficile accompagnare la crescita delle donne e degli uomini di domani», ha affermato.

Sul fronte delle sfide, il vescovo ha indicato la disoccupazione come il principale problema che colpisce i giovani burundesi. Molti cercano di emigrare in Occidente o nei Paesi limitrofi, come Tanzania, Zambia e Repubblica Democratica del Congo, in cerca di lavoro. L’abbandono scolastico è in aumento, anche tra coloro che osservano come perfino i laureati fatichino a trovare occupazione, portando molti a chiedersi: «Perché studiare?».

La disperazione legata alla mancanza di prospettive alimenta inoltre fenomeni come l’alcolismo, affrontato sia dalla Chiesa sia dalle istituzioni statali. Come misura per contrastare il problema, è stato vietato il commercio di birre ad alta gradazione alcolica.

Infine, Mons. Niciteretse ha richiamato l’attenzione sulla situazione dei rifugiati nel Paese. Il Burundi ospita oltre 80.000 rifugiati congolesi, principalmente provenienti da Uvira, Sud Kivu, in fuga dagli attacchi di gruppi armati. Nella diocesi del presule erano stati accolti oltre 30.000 rifugiati fino a poco tempo fa.

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